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Ubuntu 11.10 arrivederci

Era dall’aprile 2005 che Ubuntu svettava in cima alla classifica di Distrowatch.com. Sì, avete capito bene: la distro Linux più famosa sta accusando segni di cedimento. Certo, non sto dicendo che Ubuntu abbia smesso di essere la distribuzione Linux più diffusa e supportata, ma il sorpasso da parte di Mint è stato segnalato anche dal medesimo sito: nell’articolo completo non si manca di far notare il diffuso scontento per la nuova interfaccia Unity, mentre il precedente desktop Classic non è più disponibile.

Anche il sottoscritto ha motivi di insoddisfazione. Chi mi conosce ha idea di quanto mi costi questo post. Nel mio guardaroba ho magliette e felpe con il logo di Ubuntu. Anche i miei computer domestici utilizzano esclusivamente tale distribuzione. Mi sono trovato a sostenere quanto fosse nobile il concetto Ubuntu, anche in qualche intervento pubblico e, perfino, anche ad ironizzare quanti “si ostinano” ad usare ancora qualche “altro” ben noto $istema operativo.

Cosa è rimasto dei motivi che mi legano al sistema operativo supportato da Canonical?

La leggerezza si è fermata ad un paio di versioni fa: rilasci successivi alla 10.10 sono stati accompagnati da drammatici decadimenti delle prestazioni. Vecchi pc, tornati a nuova vita grazie ad Ubuntu 10.10, sono stati rimessi in ginocchio dalle versioni successive, in particolare la 11.10, che in alcuni forum viene denominata come “Ubuntu Vista“, giusto per richiamare un famoso colossale fiasco della ca$a di Redmond.

L’affidabilità è venuta meno quando recenti episodi di crash hanno riportato la memoria ai tempi bui delle schermate blu. Anche nuove incompatibilità hardware mi stanno facendo rivivere le sensazioni di sudore freddo delle installazioni di XP…

La facilità d’uso: pochi, pochissimi menù a tendina, ben organizzati dal punto di vista logico. Spariti anche quelli in favore della dash, che mi spazientisce e quasi mi costringe a digitare il nome dell’applicativo che cerco.

L’aspetto etico di Ubuntu? Canonical sembra voler minare anche tale motivazione, introducendo aspetti commerciali prima nemmeno sfiorati.

E’ pur vero che nessuno mi vieta di reinstallare la versione 10.10, ma la mia indole curiosa mi sta spingendo verso l’analisi di altre distribuzioni. Come ha scritto qualcuno: Ubuntu non è tutto Linux.

Personalmente per ora saluto Ubuntu. Spero di cuore che la nuova versione migliori e che i problemi evidenziati siano legati all’affinamento inevitabile che ogni cambio importante necessariamente richiede.

Qual’è il vostro feeling con la nuova versione 11.10? Siete fedeli o delusi?

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