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Fabbisogno energetico per la climatizzazione estiva e la certificazione energetica

classe_ener ll 10 Luglio 2009 è stato pubblicato in G.U. il Decreto Ministeriale 26/6/2009 contenente le “Linee Guida Nazionali per la Certificazione Energetica degli Edifici” (G.U. n. 158) (leggi il decreto). In termini di energia, fabbisogno per la climatizzazione estiva ha superato ormai quella per il riscaldamento invernale.  Le prime certificazioni tenevano conto solo della climatizzazione invernale, portando talvolta a situazioni paradossali, per cui case a basso fabbisogno invernale erano classificate meglio di altre, a dispetto di elevati consumi estivi.

Nelle nuove linee guida, un paragrafo è dedicato alla valutazione qualitativa delle caratteristiche dell’involucro edilizio volte a contenere il fabbisogno per la climatizzazione estiva per la quale sono proposti due metodi: il metodo basato sulla determinazione dell’indice di prestazione termica dell’edificio per il raffrescamento (EPe,invol) e il metodo basato sulla determinazione di parametri qualitativi. Ora le prestazioni energetiche verranno rappresentate separatamente la climatizzazione estiva e quella invernale, con una rappresentazione grafica che va dalla lettera G (alto consumo) alla classe A+. Per gli edifici residenziali la certificazione energetica riguarda il singolo appartamento. Il certificatore deve:1. eseguire una diagnosi, o una verifica di progetto, per determinare la prestazione energetica dell’immobile e individuare gli interventi di riqualificazione energetica economicamente convenienti; 2. classificare l’edificio in funzione degli indici di prestazione energetica e confrontarlo con i limiti di legge e le potenzialità di miglioramento in relazione agli interventi di riqualificazione individuati;3. rilasciare l’attestato di certificazione energetica.

Poiché dal 1° luglio 2009 è obbligatorio allegare un certificato energetico ad ogni contratto di compravendita o di locazione, il proprietario, consapevole della scadente qualità energetica dell’immobile, può scegliere di ottemperare agli obblighi di legge attraverso un’autodichiarazione in cui afferma che l’edificio è di classe energetica G e che i costi per la gestione energetica dell’edificio sono molto alti.

Fonte:  http://www.biziz.it/dec-di-d-alonzo-donato-spoltore/news/linee-guida-nazionali-per-la-certificazione-energetica-degli-edifici-le-principali-novita-106/

Il 10 Luglio 2009 è stato pubblicato in G.U. il Decreto Ministeriale 26/6/2009 contenente le “Linee Guida Nazionali per la Certificazione Energetica degli Edifici” (G.U. n. 158) (leggi il decreto). Le disposizioni contenute si applicano per le regioni e province autonome che non hanno ancora provveduto ad adottare propri  strumenti di certificazione. Invece, le Regioni e le province autonome che hanno già recepito la direttiva 2002/91/CE, devono adottare misure atte a favorire un graduale ravvicinamento dei propri strumenti alle Linee guida. L’attestato di certificazione energetica deve essere aggiornato ad ogni intervento di ristrutturazione, edilizio e impiantistico, che modifica la prestazione energetica dell’edificio. Sono poi illustrate le diverse metodologie per la determinazione della prestazione energetica degli edifici: il “Metodo calcolato di progetto” (che fa riferimento alla norma UNI/TS 11300) e il “Metodo di calcolo da rilievo sull’edificio o standard” che prevede tre livelli di approfondimento. Un paragrafo è dedicato alla valutazione qualitativa delle caratteristiche dell’involucro edilizio volte a contenere il fabbisogno per la climatizzazione estiva per la quale sono proposti due metodi: il metodo basato sulla determinazione dell’indice di prestazione termica dell’edificio per il raffrescamento (EPe,invol) e il metodo basato sulla determinazione di parametri qualitativi. Le prestazioni energetiche dell’edificio sono rappresentate graficamente (comprendono l’indicazione della prestazione raggiungibile con la realizzazione degli interventi di riqualificazione raccomandati) e attraverso un sistema di valutazione basato su classi identificate dalle lettere dalla A alla G, con l’introduzione di una classe A+. Per gli edifici residenziali la certificazione energetica riguarda il singolo appartamento. Il certificatore deve:1. eseguire una diagnosi, o una verifica di progetto, per determinare la prestazione energetica dell’immobile e individuare gli interventi di riqualificazione energetica economicamente convenienti;2. classificare l’edificio in funzione degli indici di prestazione energetica e confrontarlo con i limiti di legge e le potenzialità di miglioramento in relazione agli interventi di riqualificazione individuati;3. rilasciare l’attestato di certificazione energetica. Per gli edifici esistenti di superficie utile fino a 1000 mq, oggetto di compravendita o di locazione, il proprietario, consapevole della scadente qualità energetica dell’immobile, può scegliere di ottemperare agli obblighi di legge attraverso un’autodichiarazione in cui afferma che l’edificio è di classe energetica G e che i costi per la gestione energetica dell’edificio sono molto alti.

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